Con Livingstone alle cascate Vittoria

29 March 2012
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Zambia 1855. Il primo europeo, lo scozzese David Livingstone, ferma il suo sguardo su qualcosa che sta cercando

da molto tempo e che in seguito diventerà patrimonio Unesco oltre che una delle sette meraviglie del mondo. Una leggenda africana talmente impressionante che decise di battezzare col nome della sua sovrana: le cascate Vittoria. L’esploratore non può che commentare con una frase "Uno spettacolo che anche gli angeli in volo si sono soffermati ad ammirare". Sono passati più di 150 anni da quel momento, ma le cascate Vittoria non hanno perso il loro fascino. Con il loro fronte di un chilometro e settecento metri, con un salto di 112, sono le più imponenti al mondo. Nel periodo di maggior portata d’acqua (10 milioni di litri al minuto), sollevano un vapore visibile fino a 30 chilometri di distanza e producono un rombo assordante. Sono figlie del fiume Zambesi e fanno parzialmente da confine tra Zambia e Zimbabwe. Basterebbe già la promessa di questo spettacolo per partire e spingersi fino in uno dei Paesi più misteriosi dell’Africa, ma lo Zambia offre molto di più e, grazie alle giuste organizzazioni, è una delle destinazioni più emozionanti e sicure del continente nero. Laghi, pianure alluvionali, altopiani, foreste di acacie e mogano, 19 parchi nazionali, 32 riserve. Merito della sua collocazione geografica, qui si concentra una biodiversità faunistica che conta più di 450 diverse specie di mammiferi che rendono lo Zambia il paradiso dei safari fotografici. Dai giorni di David Livingstone gli spostamenti all’interno del Paese sono diventati più agevoli ma la natura è rimasta incontaminata grazie anche a un programma di protezione ambientale che limita il numero delle strutture ricettive. A questo scopo, accanto ai classici safari in auto, nel Paese hanno preso piede modalità più ecologiche e meno invasive per avvicinarsi agli animali; dalla canoa navigando sul fiume Zambesi, al dorso degli elefanti e persino a piedi. In quest’ultimo caso, anche se può sembrare un po’ azzardato, la sicurezza è garantita da guide di grande esperienza e precauzionalmente armate. In base alla propria forma fisica e alle proprie esigenze è possibile praticare safari a piedi di poche ore come di un paio di giorni e persino passeggiate con i leoni. Il Kafue National Park è il parco più vecchio dello Zambia; oltre a essere il più esteso del Paese è uno dei più grandi del mondo. Più della metà della sua superficie è considerata area selvaggia, non percorribile con nessun mezzo di trasporto e per questo considerato un luogo ideale e unico per i walking safari. Ultimo aperto è invece il Lower Zambesi National Park rimasto per qualche decennio un’oasi dimenticata. Ancora poco frequentato dalle rotte turistiche conserva tutta la bellezza di una natura assolutamente incontaminata.

Nel Paese, che è facilmente raggiungibile grazie a voli operati dalle principali compagnie aeree europee (per esempio KLM e British Airways) sono presenti quattro aeroporti internazionali. Non ci sono particolari formalità doganali, se non un visto che ci si può procurare direttamente all’arrivo. Non sono necessarie neppure vaccinazioni ma è consigliata la profilassi antimalarica per intraprendere il viaggio tra novembre e aprile.

Una malattia da cui si resterà sicuramente (e piacevolmente) contagiati però, sarà il mal d’Africa. Unico sintomo un desiderio incontrollato di tornare sulle tracce del Dr. Livingstone.

Paola Drera

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